Uomini che stanno combattendo una battaglia coraggiosa e titanica contro il tempo, nel tentativo di mantenere le barre di combustibile nucleare coperte e raffreddate dal liquido in cui sono immerse.
Ad una settimana di distanza dal terremoto sono a corto di viveri, stanchi perchè sottoposti a turni massacranti e consapevoli della sorte che, molto probabilmente, toccherà loro: la morte per radioattività.
Sono in contatto con il mondo esterno solo via web... e dai computer della centrale partono mail toccanti, rivolte alle famiglie in pena, con messaggi di speranza e di coraggio.
"Non preoccupatevi, stiamo lavorando con fiducia... tornerò a casa presto...".
Mentono sapendo di mentire, la loro esperienza sul campo ed il loro livello di cultura li rende ben consci del fatto che non ritorneranno o, se torneranno... avranno pochi mesi di vita, ognuno di loro è un dead man walking...
Tra loro qualcuno ha scritto "è una condanna a morte che accetto, se può servire a salvare tante altre vite..."
Non mi soffermo sui particolari tecnici ma su queste persone che stanno combattendo contro un terribile nemico solo con le loro conoscenze, l'abnegazione, una immensa forza di carattere, una dignità ineguagliabile e il cuore gonfio di dolore... questi uomini sono anche mariti, padri, fratelli... ed è forse al pensiero degli affetti più cari che trovano tanto coraggio, per difenderli dalla catastrofe insieme a tante altre vite sconosciute.
«Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.» Fabrizio De André
Nei momenti più critici si vedono i vigliacchi e gli eroi: e quello a cui stiamo assistendo è certamente un comportamento eroico, degno forse di una tradizione antica come quella dei samurai, ma calato in una tragedia attuale, il cui scenario ci fa anche riflettere sulle scelte energetiche per un progresso compatibile con la sicurezza.

Questa immagine è forse tra le più emblematiche del terremoto in Giappone: ma mi piacerebbe sperare che, ad essa, non ne seguano altre ancora più tragiche dovute alla radioattività e se qualcuno dovrà morire... che almeno non muoia invano.
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