...quanta libertà di satira si ha veramente anche in un Paese libero e democratico?
A giudicare da tutto ciò che si dice sul nostro italico premier e su tanti altri sembrerebbe che l'Italia abbia il primato della satira politica: blog, socialnetwork, vignette, articoli giornalistici non si sprecano, ed impunemente, in battute, battutacce e giudizi lapidari.
Ma probabilmente c'è un limite non scritto, più che altro psicologico, che mette, ad un certo punto, un freno, quasi non si volesse calcare la mano oltre un certo confine.
Ed è difficile fare satira coerente e non di parte trovandosi coinvolti negli eventi perchè li viviamo quotidianamente.
Ma dall'esterno... è più facile: senza coinvolgimenti emotivi gli stranieri hanno forse più libertà di espressione su fatti e personaggi non di casa loro, non sono tenuti a salvaguardare nemmeno le apparenze e si sentono relativamente sicuri riguardo a possibili conseguenze penali.
Perciò si esprimono senza mezzi termini, con una satira dura e gratuita (nel senso che non paga dazio) finalizzata esclusivamente ad enfatizzare alcuni comportamenti per catalizzare l'attenzione del pubblico, senza curarsi troppo se la demolizione impietosa di un personaggio sia poi foriera di sventure peggiori della realtà stessa.
Non posso certo non sorridere per i monologhi di Charlie Brooker, giornalista britannico, scrittore comico e broadcaster, che nel suo programma televisivo "10 O' Clock Live" attacca con puntuale sagacia personaggi politici... ma non posso nemmeno non intristirmi per l'immaginario che suscita evocando un'Italia approssimativa, inaffidabile, godereccia, che inventa estrosi escamotage per cavarsi dagli impicci, rappresentata nella persona di un uomo che gestisce in modo molto disinvolto il potere ma che, alla fine, ci rappresenta.
Charlie Brooker su Berlusconi (con traduzione)
E non mi consola nemmeno il fatto che ce n'è anche per Gheddafi... forse perchè, in questo caso, da non libica, sono più portata a ritenerlo un "cattivone" per definizione.
Charlie Brooker su Gheddafi (con traduzione)
Difficile stabilire confini per la satira: dove è gradita ad alcuni può infastidire altri.
Quindi anche la satira non può essere parziale... la salvezza sta nel fatto che sia universale e che tutti possano esserne oggetto.
E tanto per fare un po' di gossip sugli inglesi... che qui si ergono a giudici esterni del malcostume altrui, vorrei ricordare che hanno fama di lavarsi poco (e non fanno il bidet), di avere case sporche, di dare molta più importanza alle apparenze formali che alla sostanza e di essere avarissimi, inoltre se la tirano perchè, da ex colonialisti, non devono imparare una seconda lingua, in quanto hanno diffuso la loro sul pianeta a suon di sfruttamento e schiavitù.
È tanto difficile fare della buona satira a spese di un uomo di chiara malvagità, quanto lo è lodar bene un uomo di chiare virtù.
Jonathan Swift
Jonathan Swift

















