Certo è che a volte la stanchezza si trascina dietro eventi negativi: sei stanco morto? Il tuo circuito è in corto? Benone, allora puoi star certo che, quando finalmente approderai sul divano il telecomando sarà dall'altra parte della casa... e così ti tocca alzarti di nuovo... e cercare... o magari è meglio soprassedere e dormire... forse sognare? E cosa sognare? Ti inseguiranno visioni bungabunghesche anche nella fase rem... un'ulteriore fatica.
Come liberarsi dalle pastoie mediatiche e martellanti di vicende che non riguardano la nostra quotidianità fatta di altro tipo di sforzi? Se non si è troppo stanchi, facendo shopping liberatorio, perchè il denaro non dà la felicità ma certo permette di scegliersi la forma di tristezza migliore e più adatta per ciascuno di noi.
Oppure resta la fuga: si lascia la famiglia perchè si è stanchissimi, stanchi di sentirsi troppo soli... ma anche così si affacciano nuove fatiche: ricerca alloggio, traslochi, grattacapi...
Perchè quando non si hanno più vent'anni ci si stanca più facilmente e persino l'anima comincia a soffrire di artrosi...
E allora non resta che che stramazzare sul divano, a tivù spenta, telefonare ad un amico e dirgli "Ciao, sono stanco morto".
Lui capirà, perchè è stanco come noi, stufo, tritato da una miriade di piccole e grandi pressioni e, da due stanchezze solidali, forse nascerà un po' di conforto.
La stanchezza è una delle poche cose davvero ecocompatibili, una condizione quasi universale (qualcuno sfugge sempre...), è rispettosa dell'ambiente, prima di diventare stanchezza ha generato energia mentale e fisica pulita perciò, alla fine, è una buona cosa.

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