venerdì 28 gennaio 2011

Pin Up revival

Corsetti, vertiginosi tacchi a spillo sotto le decoltè scintillanti, capelli lunghi, frangette e labbra rosso fuoco, morbide curve perfette: questi gli elementi indispensabili per una Pin-Up
Il fenomeno Pin-Up, che nasce in Europa già prima del Novecento, diventò di massa con la complicità della guerra e degli americani: infatti, sia durante la prima che la seconda guerra mondiale, l'esercito americano considerò le Pin-Up utili al morale dei suoi soldati. Ed è proprio in questo periodo che si vide il moltiplicarsi di immagini ammiccanti tra le pagine di Yank, il settimanale dell'esercito americano.
Inno alla vita o sogno da rincorrere, ricordavano ai soldati che non esisteva solo la realtà di guerra, non solo l'immaginario della fidanzata onesta e amorevole, ma anche la donna procace e piena di ammiccante slancio.

Durante la seconda guerra mondiale le Pin-Up divennero vere e proprie mascotte, persino dipinte sulla corazza degli aerei da bombardamento. Nel film "The Memphis Belle: A Story of a Flying Fortress", sul muso di un aereo da guerra c'è una Pin-Up, la stessa disegnata nel 1941 da George Petty per "Esquire" nota rivista per soli uomini.
Le Petty Girl, ma anche Lady Luck, così come le Pin-Up di Vargas e di altri celebri illustratori iniziarono ad ingentilire numerosi areoplani.
Nasce la  la NOSE ART.

Una famosissima Pin-Up dai capelli corvini fu Bettie Page, lanciata da Playboy negli anni '50. Ancora oggi la sua icona non è stata dimenticata e molte donne continuano a considerarla come un mito intramontabile, come i suoi bikini leopardati e le pose sensuali che la ritraggono sulle riviste; rappresentò soprattutto una sensualità consapevole e gioiosa.
 
Bettie Page

mercoledì 26 gennaio 2011

Il tuo circuito e' in corto perche' sei stanco morto?

L'uomo che non conosce la stanchezza non può avere pensieri profondi, afferma una massima e, aggiungerei, non è nemmeno in grado di godersi la soddisfazione della sua fatica e quel po' di sano ozio dei momenti di relax.

Certo è che a volte la stanchezza si trascina dietro eventi negativi: sei stanco morto? Il tuo circuito è in corto? Benone, allora puoi star certo che, quando finalmente approderai sul divano il telecomando sarà dall'altra parte della casa... e così ti tocca alzarti di nuovo... e cercare... o magari è meglio soprassedere e dormire... forse sognare? E cosa sognare? Ti inseguiranno visioni bungabunghesche anche nella fase rem... un'ulteriore fatica.
Come liberarsi dalle pastoie mediatiche e martellanti di vicende che non riguardano la nostra  quotidianità fatta di altro tipo di sforzi? Se non si è troppo stanchi, facendo shopping liberatorio, perchè il denaro non dà la felicità ma certo permette di scegliersi la  forma di tristezza migliore e più adatta per ciascuno di noi.
Oppure resta la fuga: si lascia la famiglia perchè si è stanchissimi, stanchi di sentirsi troppo soli...  ma anche così si affacciano nuove fatiche: ricerca alloggio, traslochi, grattacapi...

Perchè quando non si hanno più vent'anni ci si stanca più facilmente e persino l'anima comincia a soffrire di artrosi...

E allora non resta che che stramazzare sul divano, a tivù spenta, telefonare ad un amico e dirgli "Ciao, sono stanco morto".
Lui capirà, perchè è stanco come noi, stufo, tritato da una miriade di piccole e grandi pressioni e, da due stanchezze solidali, forse nascerà un po' di conforto.

La stanchezza è una delle poche cose davvero ecocompatibili, una condizione quasi universale (qualcuno sfugge sempre...), è rispettosa dell'ambiente, prima di diventare stanchezza ha generato energia mentale e fisica pulita perciò, alla fine, è una buona cosa.

tritacarne, umorismo, humor


domenica 23 gennaio 2011

L'uomo da... riporto!

Uno degli umani crucci che non ha ancora trovato soluzione definitiva è quello della calvizie e, nell'uomo, del diradamento nella zona centrale del cranio, che crea un'antiestetica "piazzetta" e non pochi problemi di inadeguatezza estetica.
Le hanno provate tutte: dal parrucchino completo al toupet, dall'impianto di capelli naturali alla terapia laser. Niente, soldi spesi per il cavolo.
il parrucchino è un evidente tarocco anche da lontano, il "rappezzo", sempre artificiale, ha procurato eritemi da fissatore all'epidermide a molti, l'impianto dei capelli... li ha visti attecchire ad uno ad uno stentatamente per poi avere vita breve e, come quelli già persi, cadere come le foglie d'autunno dopo aver ballato una sola estate...

E pensare che chi trovasse il modo di rinfoltire una chioma spelacchiata farebbe una quantità di quattrini!

Comunque, calvi, stempiati e "piazzettati" continuano a rimanere tali e, con sperimentazioni a volte e comiche, cercano soluzioni fai da te utilizzando la materia prima superstite.

E' il caso del "riporto", che consiste nel lasciare allungare i capelli attorno alle zone desertiche e quindi utilizzarli come toupet naturali, dirigrendoli con pettine e lacca verso le aree brulle...

 calvizie, riporto, piazzetta, capelli
Ma è chiaro che si tratta di un palliativo: il primo colpo di vento, la prima manina che si avventura in una carezza un po' più confidenziale, il primo movimento brusco... fanno scoprire gli altarini e il risultato è poco edificante.

calvizie, riporto, piazzetta, capelli
C'è poi qualcuno che, in situazione di diradamento più uniforme, ovvia al problema tingendo non solo i capelli ma anche il cranio: il risultato lo abbiamo sotto agli occhi tutti i giorni.

Silvio Berlusconi, capelli tinti
A me i calvi piacciono (non tutti, ma alcuni sono maschiamente interessanti e non è qualche pelo in più che migliora la personalità) e mentre non avrei problemi ad uscire con un cane da riporto o un uomo con pochi capelli che non se ne fa un cruccio, non lo farei mai con uno con il riporto, nemmeno in un giorno senza vento.

venerdì 21 gennaio 2011

Indignons nous? A essere ancora capaci!

Con quella sua faccina un po' stucchevole e rifatta la Santanchè si indigna esternando parole e sguardi eloquenti poi lascia lo studio di Annozero, lei pensa, dignitosamente.
Ha fatto bene la sua parte. Chissà se è così brava anche nel lavoro di tutela dei cittadini elettori, lei, donna angelicata, quasi stilnovista, creatura "venuta di cielo in terra a miracol mostrare", perfetta, non un capello fuori posto (a proposito, devo andare dal parrucchiere, me ne rendo conto dopo aver visto la Santanchè), inodore, forse insapore, dalla coscienza asettica?
Non meglio gli altri... con quei sorrisini di condiscendenza, le mezze frasi buttate là e volutamente non terminate, le espressioni ammiccanti e la convinzione di essere depositari delle assolute verità.

E sul tavolo il  tormentone del momento: le performance erotiche del Presidente del Consiglio, dove, come, con chi e, soprattutto, QUANTE... illazionando una tempistica a cronometro da record che, se veritiera, sarebbe in grado di oscurare anche i primati del famoso pornodivo
John Holmes.

Lo ammetto, mi sono divertita, un teatrino simile non lo vedevo da tempo.
E avrei continuato a gongolare tra me e me se non avessi letto la stampa estera del mattino, unanimemente concorde nell'affremare che l'Italia sta andando a... puttane... mica solo metaforicamente! Ma anche.

Ebbene, che alcuni politici vadano a trans e a prostitute (oggi si dice escort... ma perchè coinvolgere una gloriosissima auto Ford?) potrebbe anche non interessare me e tanti altri ma quando ciò diventa un'attività preponderante (a proposito, con che soldi sono pagate le suddette ludiche prestazioni? Spero non con i miei, caspita!) la cosa diventa un tantino preoccupante... e ancora non ci siamo liberati del vecchio cliché Italia mafia pizza mandolino!

Sicchè... dopo il divertimento iniziale mi sono intristita ed ho pensato con rammarico che diventa meno attuabile il mio progetto di trasferirmi in Svizzera o altrove.
indignez vous


Temo che, sulla faccia della terra, restino pochi luoghi dove la connotazione di "italiano" non si sposi con il senso del risibile, dell'inaffidabile, dell' inconcludente.
Restano, credo, la Romania, il Marocco, l'Ucraina... ma lì è meglio non andare. Anzi, è da lì che arrivano tanti in Italia... non so ancora per quanto.
Mon Dieu. INDIGNEZ VOUS? Ma siamo ancora capaci di indignazione? Bah.

giovedì 20 gennaio 2011

Incontri ravvicinati del terzo tipo... falliti

gatto, pesce
EHI, CIAO! Come ti chiami? MIAOOO!
Mo' ti annuso e te lo dico... forse.
gatto, pesce rosso
Bhe, che fai, scappi? MIAO!
Nun me piaci... puzzi di gatto. E ci hai li artigli.
gatto, pesce
Mannò, MIAO, sono un giocherellone, non vedi? Vieni a giocare con me? Vieni a pescare con me?
Nun zò, nun me convinci.
gatto, pesce rosso
Vabbè, MIAO, guardiamoci da lontano.
Sì, è mejo, da lontano. E sta boccia comincia a starme stretta, manteniamo le distanze.


mercoledì 19 gennaio 2011

Posta del cuore: amo disperatamente un uomo che ha 40 anni piu' di me

Cara amica della posta del Q-uore,
Ho 20 anni e un  fidanzato di 67. Non che mi lamenti, anzi, sto benone e sono felice come una pasqua, solo cerco rassicurazioni perchè a me sembra di avere avuto tanto culo, ma molti altri non la pensano così, specialmente i miei amici, tutti a darmi addosso.
Eppure non sono mica l'unica! Hai voglia se ce n'è di belle ragazze che stanno con uomini più vecchi!

Lui non è bello, per la verità piuttosto rotondetto e anche un po' bassotto, non è ricco, anzi, a volte gli infilo in tasca  una 50 euro perchè con la pensione non sempre arriva a fine mese.
Io, fin da piccola, in cameretta appendevo i poster di  Anthony Hopkins e Geoffrey Rush.  Leonardo Di Caprio mi faceva schifo e se penso a ragazzi della mia età o meno... immaturi e bamboccioni, mi sento un po' pedofila.
Invece con Ernesto sto da dio, anche se, una volta che siamo andati a pranzo anche con un suo nipote,  la cameriera lo trattava come se fosse il mio ragazzo, tanto che ho dovuto dirle " Guardi che questo non è il mio fidanzato, ma il mio futuro nipote!".
Lei ha fatto due occhi così, ma per cosa? Non può una ragazza bella e giovane innamorarsi di un uomo molto più grande, amare guance, ventri e natiche un po' flaccide ma riassicuranti, accarezzare crani diradati e un tantino tinti? Eppure si sa, le cose vecchie son sempre le migliori, oggi non fanno più niente come una volta, roba che durava tutta la vita.
Eppure, in tanta felicità attuale, un cruccio mi si annida nello stomaco.
Perchè, anche se durevole, niente è eterno e ciò che oggi si muove ancora (eppur si muove...) un domani giacerà completamente inerte.

E  allora che sarà? A quarant'anni coltiverò rose in giardino, ad Ernesto piacciono le rose... ma lui forse sarà morto... oppure dal piano di sopra chiamerà perchè lo aiuti a pulirsi il sedere... mentre io sistemo boccioli di fresche rose nel vaso del salotto.
Mon Dieu... che struggimento.

Quando avverrà... mi sentirò persa.
Non è che per caso, amica cara, hai uno zio che attualmente sia, diciamo, sulla cinquantina abbondante? Ti chiederei di conservarmelo per... fra una ventina d'anni, si può?

Jenna Bentley
 

lunedì 17 gennaio 2011

Un'invenzione del... capezzolo

Ammettiamo per ipotesi che gli uomini ci tengano. Ad avere un grosso pacco, di questi tempi allegramente beneaugurante prosperità per l'anno appena iniziato, sempre in evidenza, nella speranza che funga da richiamo sessuale per mammifere scoppiate (nel senso di momentaneamente non accoppiate).

E ammettiamo, sempre per ipotesi, che anche le donne ci tengano. Ad avere una perenne erezione dei capezzoli materializzata in due chiodini che rischiano di bucare la maglietta, nella speranza di attirare individui di sesso maschile scoppiati (nel senso di momentaneamente non accoppiati).

Se non si trattasse di semplici ipotesi, ma di certezze matematiche, allora ecco... questa invenzione avrebbe un sen(s)o...

erezione, capezzoli
capezzoli eretti
capezzoli finti

Ma gli uomini non sono nati ieri e ormai sono aggiornati su quasi tutti i pezzi di ricambio e gli optional femminili.
Perciò, chi li indossasse, non si stupisca se un lui a caso, incontrando una lei capezzoluta dicesse:
" INDOSSI I CAPEZZOLI IN LATTICE O SEI SOLO CONTENTA DI VEDERMI?"


sabato 15 gennaio 2011

Nuovi poveri: i padri separati

 Un matrimonio non è più per sempre e quando si saranno estinte le generazioni dei nostri nonni mancheranno anche i riferimenti della memoria recente per ricordarne uno durato tutta la vita.
Oggi le cifre che riguardano matrimoni e divorzi spingono inesorabilmente verso la famiglia "allargata", ottimistica definizione che evoca affollati e allegri raduni, in cui tre o quattro mamme, tre o quattro papà e una dozzina di nonni e zii si ritrovano durante le feste e le ricorrenze "allargando" gli affetti verso un imprecisato numero di nipoti, figli a metà di un po' tutti.

Ma questo solo sulla carta.
La realtà molto spesso nasconde drammi quotidiani molto seri e l'idilliaco quadretto degli "allargamenti" è invece fonte di disagio psicologico, difficoltà economica e  impossibilità di ricostruirsi una vita. Senza contare ritorsioni, dispetti, invidie, piccole e grandi ingiustizie.

E se la legge, fino ad ora, ha tutelato soprattutto la parte debole identificandola con la donna, il risultato di questa politica (che poteva avere un senso in altri tempi) è che attualmente esiste in Italia un piccolo esercito di padri separati che non sono in grado di mantenersi e, al tempo stesso, di contribuire per la famiglia disfatta.

Un padre separato solitamente lascia la casa coniugale (anche se fosse di sua proprietà) alla ex moglie ed ai figli che vi risiedono, deve versare un assegno di mantenimento congruo e, se la ex moglie ci sa fare e lui è un bravo diavolo, gli si spillano anche svariati extra.
Spesso vi si adatta di buon grado per il benessere emotivo ed economico dei figli e si riduce a tornare a casa dai genitori (se ancora viventi ed in grado di accoglierlo) o si accontenta di affittare una topaia e risparmiare fino all'osso.

Diciamo anche qualche parola su un certo genere di donna, che esiste innegabilmente, anche se spero si tratti di una minoranza.
Se lui è un traditore, gliela farà pagare fino alla fine dei giorni e pretenderà con acredine tutto il pretendibile e se lui fosse abbastanza benestante, si guarderà bene dal cercare a sua volta un lavoro e continuerà, premeditatamente, a godere dei benefici del passato: una specie di vendetta di cui pascersi, utilizzando la prole come arma di ricatto e senza più dover lavare camicie e mutande maschili.

Se la separazione è invece avvenuta per causa di lei o di comune accordo per incompatibilià, le cose non cambiano molto: casa e assegno per i figli continueranno ad esserci.

In ogni caso chi ci rimette le penne è il più o meno colpevole padre separato: per  avere fatto dei figli si ritrova invischiato in un circolo senza via d'uscita: pagare doppio, pagare, pagare.

Ecco perchè, a Milano, la Caritas Ambrosiana, con finanziamento dell'UBI Banca, ha inaugurato "Quei 110 metri quadrati per ricominciare", il primo spazio per uomini che hanno perso famiglia e certezze,  un appartamento di 110 metri , da condividere in cinque persone nella stessa situazione a 200 euro al mese, ma solo per sei mesi... tempo ritenuto utile per cercare un'alternativa.
Sempre a Milano,  il 10% degli ospiti dei dormitori pubblici è costituito da uomini usciti da matrimoni infranti e con problemi economici... statistica molto eloquente sulla portata del fenomeno.

Ma se a Milano i padri separati in difficoltà sono 50.000... questo dramma trascurato sta emergendo in tutta Italia e solamente a Roma, finora, il comune ha messo a disposizione dei separati una ventina di appartamenti a condizioni agevolate.

Il problema resta latente ma reale dovunque, e ci induce a riflettere su quale sia il senso del matrimonio e della famiglia oggi; non stupisce che il numero di matrimoni sia in caduta libera... se le prospettive di fronte ad un eventuale fallimento sono queste...

venerdì 14 gennaio 2011

Quando gli uomini... fanno la spesa

E' sabato, per molti giorno del bagno di folla al centro commerciale della zona. E' la sagra settimanale dello shopping familiare da sopravvivenza, gruppi di umanoidi si agitano negli spazi di vendita in formazione famiglia al completo, ma capita anche che sia qualche marito o qualche moglie scompagnata a dover fare gli acquisti.
Se trattasi di soggetto maschile, il comportamento standard è più o meno il seguente.
Un vero macho varca con sicurezza le porte automatiche scorrevoli e, se non ha moneta, frega un carrello alla prima donna in catalessi davanti ad una vetrina. 
Legge la lista della spesa, che alle prime due voci patatine e birra (le ha inserite lui), le altre, pane, latte, pasta, pomodori pelati, carta igienica, carne, uova e acqua minerale gliele ha dettate la moglie.
Seguendo le frecce direzionali si imbatte (non casualmente) nel reparto multimedia dove trascorre una buona mezz'ora nel confrontare i prezzi e le caratteristiche di tutti i nuovi telefonini.
Nei cinquantasei  schermi piatti LCD stanno trasmettendo la differita dell'ultima partita della nazionale, si incanta a guardare il gioco e non si accorge che gli squilla il telefonino; dopo la quinta chiamata persa, si rende conto che il tempo stringe,  mette nel carrello la metà delle cibarie elencate e si reca alle casse, pagando senza controllare il conto.
Quando arriva a casa dove la famiglia lo attende per cenare, è costretto a scendere al negozietto sottostante per comprare le cose necessarie della lista, quelle che non ha comprato al supermercato perchè "erano terminate!", ha detto alla moglie.

Confused





Sindrome della casalinga blogger