lunedì 28 marzo 2011

Immigrati scomodi

Scappano dalla miseria, dalla guerra e dalla paura ed il percorso più breve porta a noi, l'Italia.
Arrivano a centinaia e centinaia ogni giorno ed il flusso è ormai così numeroso da non poter più essere gestito efficacemente e con buona pace di tutti.

Lampedusa sta ospitando un numero di immigrati superiore a quello dei residenti... lo smistamento verso altre zone ha avuto inizio ma, essendo un'esperienza nuova in tutti i sensi, le operazioni procedono a rilento e gli "immigrati scomodi" si accumulano come montagne di rifiuti indesiderati e difficili da smaltire.


 Lampedusa, immigrati, sbarchi

La natura di questi arrivi è poi anche più delicata: si tratta di esseri umani in situazione di grave disagio, bisognosi di alloggio, cibo, controllo medico...  tutte cose che comporterebbero strutture sufficienti, una buona organizzazione e denaro per la gestione degli aiuti. Ma c'è di più: l'accoglienza è solo un primo passo di un percorso molto più lungo che, per essere efficace,  dovrebbe poter fornire anche indirizzi utili per il futuro di queste persone che non torneranno a breve nei paesi d'origine.
Un discorso di integrazione e di impiego di nuove risorse umane assai complesso e delicato già in tempi di immigrazione numericamente gestibile.


 Lampedusa, proteste, sbarchi, immigrati

Unione Europea... in questi giorni si sta rivelando un sodalizio che fa acqua per molti aspetti: troppi particolarsmi, gli interessi di ogni singolo Stato spesso prendono il sopravvento, il problema dell'immigrazione clandestina in Italia non viene preso a cuore e si promette qualche vago aiuto economico.  
Eppure è un problema comunitario, lo dovrebbe essere per la Francia, che ha preso l'iniziativa militare in Libia, e per tutte le altre nazioni che, come ci impongono le quote latte, dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza e contribuire all'assorbimento degli immigrati.

Ma gli immigrati sono scomodi...  chi vuole, potendo rifiutare e avvantaggiato dalla distanza geografica, dei disperati di difficile collocazione in tempo di crisi?
Nessuno, nemmeno per regalo, anzi... si è disposti a pagare qualcosa perchè la patata bollente la intiepidisca qualcun altro.

Anche rimandarli indietro non sembra una soluzione: per ognuno che arriva fortunosamente c'è una storia di disperazione e di bisogno... con che cuore rimandarli nell'inferno?

Ma la SOLIDARIETA' resta un termine ipocrita che scaturisce dall'ingiustizia e dalla guerra.
E applicare una EQUA SOLIDARIETA' da parte di chi fornisce mezzi per appoggiare fazioni e dissidi e difende interessi economici credo sia la cosa più difficile del mondo.

petrolio, Libia
Ad esempio... nè la Francia, nè altri paesi europei hanno mai pensato di organizzare interventi a sostegno degli oppressi in Ruanda, Sudan e Tibet... come mai?!





domenica 20 marzo 2011

Quei meravigliosi eroi di Fukushima

Dei 750 dipendenti, sono 50 i tecnici che hanno scelto di non uscire dalla centrale di Fukushima dopo il disastro.
Uomini che stanno combattendo una battaglia coraggiosa e titanica contro il tempo, nel tentativo di mantenere le barre di combustibile nucleare coperte e raffreddate dal liquido in cui sono immerse.
Ad una settimana di distanza dal terremoto sono a corto di viveri, stanchi perchè sottoposti a turni massacranti e consapevoli della sorte che, molto probabilmente, toccherà loro: la morte per radioattività.

Sono in contatto con il mondo esterno solo via web... e dai computer della centrale partono mail toccanti, rivolte alle famiglie in pena, con messaggi di speranza e di coraggio.
"Non preoccupatevi, stiamo lavorando con fiducia... tornerò a casa presto...".
Mentono sapendo di mentire, la loro esperienza sul campo ed il loro livello di cultura li rende ben consci del fatto che non ritorneranno o, se torneranno... avranno pochi mesi di vita, ognuno di loro è un dead man walking...
Tra loro qualcuno ha scritto "è una condanna a morte che accetto, se può servire a salvare tante altre vite..."

Non mi soffermo sui particolari tecnici ma su queste persone che stanno combattendo contro un terribile nemico solo con le loro conoscenze, l'abnegazione, una immensa forza di carattere, una dignità ineguagliabile e il cuore gonfio di dolore... questi uomini sono anche mariti, padri, fratelli... ed è forse al pensiero degli affetti più cari che trovano tanto coraggio, per difenderli dalla catastrofe insieme a tante altre vite sconosciute.


«Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.» Fabrizio De André

Nei momenti più critici si vedono i vigliacchi e gli eroi: e quello a cui stiamo assistendo è certamente un comportamento eroico, degno forse di una tradizione antica come quella dei samurai, ma calato in una tragedia attuale, il cui scenario ci fa anche riflettere  sulle scelte energetiche per un progresso compatibile con la sicurezza.


 Giappone, terremoto, morte

Questa immagine è forse tra le più emblematiche del terremoto in Giappone: ma mi piacerebbe sperare che, ad essa, non ne seguano altre ancora più tragiche dovute alla radioattività  e se qualcuno dovrà morire... che almeno non muoia invano.



sabato 19 marzo 2011

L'illusione dell'eternità: la mummia perfetta

L'eterna giovinezza resta un mito nonostante la proliferazione di innumerevoli branche della chirurgia estetica ed i quintali di botox di cui si fa uso ed abuso attualmente.
E di fronte a ritrovamenti come quello che vado ad illustrare, viene da pensare che si fossero avvicinati più gli antichi rispetto ai contemporanei alla conservazione... eterna del corpo, anche se, ahimé, ciò è potuto avvenire solo post mortem... piccolo dettaglio che fa comprendere come l'impresa sia davvero difficile... in vita.

Un gruppo di operai stava lavorando recentemente alla manutenzione stradale in una contrada  della provincia dello Jiangsu, in Cina, quando, scavando alla profondità di qualche metro, si è imbattuto in un'antica sepoltura risalente alla dinastia Ming, al potere in Cina tra il 1368 e il 1644.


mummia, Cina, dinastia Ming  Mummia cinese, anello

Si tratta della mummia di una donna ritrovata in eccezionali condizioni, conservava persino le sopracciglia, come se fosse defunta da poco tempo, mentre, probabilmente, sono trascorsi circa 600 anni. 

mummia, dinastia Ming

Anche gli abiti e le calzature risultano quasi come nuovi ed il ritrovamento apre un'interessante testimonianza di come si viveva a quell'epoca.

mummia, dinastia Ming mummia, calzature, Cina

Ma, al di là dell'interesso archeologico, la riflessione cade sulla preoccupazione di conservare al meglio possibile il corpo, come se questo fatto permettesse di restituirlo a qualche forma di vita. Poichè il traguardo dell'immortalità è irraggiungibile, si cerca almeno di far durare le spoglie mortali il più a lungo possibile e questo avviene anche oggi, come documentato qui, secondo la tecnica della plastinazione.
Scaramanticamente, non ho ancora pensato a che destinazione dare ai miei resti... tumulazione? Cremazione? Plastinazione?
Ma non è un problema che mi preme particolarmente, anche perchè sono convinta che... dopo... non m'importerà per niente.
Per serenità personale, mi basterebbe sapere di finire in un posticino tranquillo a prova di  iene e magari sotto un albero... non necessariamente in un cimitero, ma magari è vietato. Ed è un peccato perchè finire in un cimitero, in mezzo ad un sacco di defunti sconosciuti non è il massimo.




giovedì 3 marzo 2011

Le coppiette...

No, gli innamorati non c’entrano. Le coppiette sono strisce di carne, tagliate con speciali lame, che vengono condite con sale e spezie naturali, e fatte stagionare per sessanta giorni circa. Originariamente venivano vendute nelle osterie romane per incrementare la sete degli avventori, ed erano fatte con la carne di cavallo. Attualmente, invece, vengono fatte con la coscia del maiale.


                       

 A Roma potete acquistarle in quasi tutte le salumerie e non sono neanche male. Però, se si va ad Ariccia, se ne trovano migliori insieme alla rinomata porchetta. Le coppiette sono una cosa a mezzo fra il cibo e il passatempo, perché per riuscire a mangiarle ci vogliono determinazione salda, un palato che non teme il piccante e un acconcio periodo di libertà da altri impegni possibili. Le coppiette non si mangiano, in realtà: si scardinano a morsi, ingaggiando con la carne secca una lotta di mandibole degna di una tigre dai denti a sciabola.
     Non sono un cibo per signorine, sono una lotta primigenia fra la bocca che divora e la materia che non vuol essere mangiata: richiedono tenacia e anche furbizia, nell’indovinare le vene di nervo rimaste e ciucciare loro via tutta la carne mozzico a mozzico,  evitando i trabocchetti dello sfilaccio ciancicandolo poco a poco, e glia agguati del seme di peperoncino che colpiscono a tradimento, lasciandoti senza fiato.
     Non sono un primo, non sono un secondo, non sono un antipasto e nemmeno un insaccato. Sono un cibo povero, poverissimo, diretto discendente di quella carne salata che i legionari romani si portavano nella bisaccia, pronti a consumarla non appena la marcia concedeva una breve sosta, e per ingannare le eterne ore di attesa nelle notti di guardia. Vanno gustate così, in piedi o seduti sul ciglio della strada, senza pane, senza nulla, mentre l’occhio si perde a guardare l’orizzonte, e il ritmico battere dei denti scandisce i pensieri triturando la carne.
     Sono un cibo meditativo: riducono le cose alla loro semplice essenza: carne e sale, appunto, nulla di più e nulla di meno. Masticarle evoca scenari antichi: bivacchi senza fuochi accessi ai confini del mondo, soldati stanchi che non possono permettersi il sonno, e integrano così, con lo scarso rancio di farro che appena sporca la gavetta, le ore trascorse a scrutare il cielo, il mare e le selve, nel timore che ti piova addosso un nemico, un animale, un dio.

lunedì 28 febbraio 2011

Satira: e' piu' facile sparlare degli altri

Satira: "castigat ridendo mores" (bacchetta il malcostume facendo ridere), dicevano gli antichi ed in generale è vero ma...
...quanta libertà di satira si ha veramente anche in un Paese libero e democratico?

A giudicare da tutto ciò che si dice sul nostro italico premier e su tanti altri sembrerebbe che l'Italia abbia il primato della satira politica:  blog, socialnetwork, vignette, articoli giornalistici non si sprecano, ed impunemente, in battute, battutacce e giudizi lapidari.
Ma probabilmente c'è un limite non scritto, più che altro psicologico, che mette, ad un certo punto, un freno, quasi non si volesse calcare la mano oltre un certo confine.
Ed è difficile fare satira coerente e non di parte trovandosi coinvolti negli eventi perchè li viviamo quotidianamente.

Ma dall'esterno... è più facile: senza coinvolgimenti emotivi gli stranieri hanno forse più libertà di espressione su fatti e personaggi non di casa loro, non sono tenuti a salvaguardare nemmeno le apparenze e si sentono relativamente sicuri riguardo a possibili conseguenze penali.
Perciò  si esprimono senza mezzi termini, con una satira dura e gratuita (nel senso che non paga dazio) finalizzata esclusivamente ad enfatizzare alcuni comportamenti per catalizzare l'attenzione del pubblico, senza curarsi troppo se la demolizione impietosa di un personaggio sia poi foriera di sventure peggiori della realtà stessa.

Non posso certo non sorridere per i  monologhi di Charlie Brooker, giornalista britannico, scrittore comico e broadcaster, che nel suo programma televisivo "10 O' Clock Live" attacca con puntuale sagacia  personaggi politici... ma non posso nemmeno non intristirmi per l'immaginario che suscita evocando un'Italia approssimativa, inaffidabile, godereccia, che inventa estrosi escamotage per cavarsi dagli impicci, rappresentata nella persona di un uomo che gestisce in modo molto disinvolto il potere ma che, alla fine, ci rappresenta.


 Charlie Brooker su Berlusconi (con traduzione)

E non mi consola nemmeno il fatto che ce n'è anche per Gheddafi... forse perchè, in questo caso, da non libica, sono più portata a ritenerlo un "cattivone" per definizione.

 Charlie Brooker su Gheddafi (con traduzione)

Difficile stabilire confini per la satira: dove è gradita ad alcuni può infastidire altri.
Quindi anche la satira non può essere parziale... la salvezza sta nel fatto che sia universale e che tutti possano esserne oggetto.
E tanto per fare un po' di gossip sugli inglesi... che qui si ergono a giudici esterni del malcostume altrui, vorrei ricordare che hanno fama di lavarsi poco (e non fanno il bidet), di avere case sporche, di dare molta più importanza alle apparenze formali che alla sostanza e di essere avarissimi, inoltre se la tirano perchè, da ex colonialisti, non devono imparare una seconda lingua, in quanto hanno diffuso la loro sul pianeta a suon di sfruttamento e schiavitù.
 È tanto difficile fare della buona satira a spese di un uomo di chiara malvagità, quanto lo è lodar bene un uomo di chiare virtù.
Jonathan Swift



sabato 26 febbraio 2011

Baby Gaga : gelato al latte materno

Già a marzo 2010 era balzata agli "onori e previlegi" di pochi palati l'assaggio di "formaggi al latte materno". L'improvvisato "casaro" uno chef di New York: DANIEL ANGERER che con il consenso della moglie casualmente "produttrice della materia prima" propose la bizzara versione di latticini. 

 formaggini, mignon

La Signora  ANGERER all'epoca dichiarava " Sono più sana della mucca media, non sono alimemtata a steroidi, il mio latte è organico al cento per cento e nutrito con fois gras!" Il risultato...non si rivelo' un "nirvana palatale"...definito "scivoloso" con retrogusto di "sottaceti" . La commercializzazione...venne negata ma...dopo 11 mesi esatti da LONDRA... l'ultima follia:
IL GELATO  AL  LATTE MATERNO IN VENDITA  DA OGGI  a Covent Garden da MATT O'CONNOR  al gusto...fiordilatte. 

  gelato, latte materno gelato, latte materno

Il latte è stato fornito da 15 balie, e ripercorrendo la tradizione ancestrale sono state modernamente reclutate webbicamente pattuendo un prezzo di 15 Sterline ogni mezzo litro di latte! Già...gli ingredienti aggiuntivi del gelato sono poi "vaniglia del Madagascar" e "scorzetta di limone"...che "giustificano" il prezzo di 27 eurini a copp...etta!
Il nome di tale provocazione...annunciata? BABY GAGA...si commenta da se' ora al solo gusto di FIOR DI LATTE !
La prelibatezza mi ha lasciata...gelata: da tempo esiste la Banca del Latte Materno (Progetto Via Lattea) per nutrire neonati che non possono essere allattati al seno. Per "arrotondare" si sceglie di fornire e non donare... ma i tempi cambiano... i gusti del gelato anche!

  tiralatte tiralatte

"Non è una bufala" -  "non è di bufala"...più " FIORDILATTE DI COSI' ! "...


gelato, fiordilatte

giovedì 24 febbraio 2011

Ritorno alle origini: anche noi eravamo africani!

Pangea: un unico continente primordiale che piano piano ha perso i pezzi alla deriva... e così nacquero gli altri attuali continenti.
Quindi... alle origini, nel Paleozoico, eravamo un embrione saldamente attaccatto all'Eurasia ed all'Africa e niente lasciava presagire che il tempo avrebbe cesellato  uno stivale in mezzo al Mediterraneo...




Ciascuno va fiero delle proprie origini e tende a difenderle per non perdere le radici.

Ed anche noi ben presto avremo occasione di tornare alle origini che più origini non si può perchè il Sud Italia diventerà di nuovo Africa.


"Dobbiamo essere preparati a migrazioni bibliche". Ha detto oggi il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervistato a Mattino 5.

Il ministro degli Interni Maroni è tornato a chiedere una compartecipazione di tutti i Paesi europei alla gestione del flusso di profughi atteso per le prossime settimane. Tuttavia, ha sottolineato, "non mi faccio illusioni" sulla disponibilità delle altre nazioni ad uno «smistamento» dei migranti. "Sono molto preoccupato... potremo fronteggiare l'emergenza ma non per molto".

Allora ho pensato... adottiamo un africano profugo?
Uno per ciascuno ed il problema è bello e risolto.
Acc... dimenticavo, il Vaticano!
Già si oppone all'adozione tradizionale da parte dei single... figuriamoci se concorderebbe sull'adozione di uno straniero da parte di chiunque...

Bhe, allora c'è solo una soluzione: faremo dei treni e scodelleremo tutti i figli di Allah in Piazza S. Pietro! Troverà il clero la corretta soluzione cristiana e il giusto compromesso morale.


N.B. Anche se è il sarcasmo è evidente, sottolineo che non si tratta di pensieri razzisti e che, invece, sono addolorata per la situazione di pericolo, bisogno e disagio che stanno vivendo molte persone dell'Africa mediterranea.
Quello che non trovo giusto è il lavarsene le mani da parte dell'Europa di fronte ad un'emergenza così grave perchè, con sforzi comuni, si potrebbero trovare soluzioni meno penalizzanti per tutti. In quanto, nonostante la buona volontà ed il sentimento di solidarietà, è innegabile che, flussi migratori così consistenti ed imprevisti, creeranno situazioni difficili per molti motivi.




martedì 22 febbraio 2011

Papà, sul giornale c’è scritto che sei un killer...



I figli dei killer

"Papà, sul giornale c’è scritto che sei un killer... è vero? Tu lo sai cos'è un killer?"

"Non è niente"

Sto immaginando il dramma dei figli dei killer quando per la prima volta ricevono l'impatto con la realtà.
Quel papà che ti ha tenuto sulle ginocchia, che ti ha consolato, che ti ha portato la domenica al luna park, che ti guarda con affetto ed orgoglio e a cui tu guardi come punto di riferimento... è un killer.

Un bambino piccolo, fino a quel momento ha visto i killer solo in tv, sa che sono i "cattivi" della situazione e che ammazzano senza pietà. Può essere così il suo papà, tanto affettuoso in famiglia?
E certamente inizia un periodo destabilizzante, in cui il bene ed il male prendono contorni indefiniti, si disintregano per ricomporsi in un puzzle zeppo di compromessi che permetta di accettare nuove e scomode verità.

E per i figli dei killer esistono solo due vie d'uscita: accettare ed abbracciare la filosofia mafiosa o ribellarsi nel tempo e perdere l'identità famigliare, non senza pericoli.
In entrambi i casi una scelta difficile ed un futuro che non sarà mai sereno o mai completamente, irto di dubbi, di timori, di insicurezze e di pregiudizi.

I figli dei killer avranno la vita segnata da un cognome, comunque sarà.
Se mi chiamassi Spatuzza, Riina, Provenzano... non avrei avuto vita facile, un certo tipo di società benpensante e borghese mi avrebbe guardato con lo stesso sospetto dei parenti  mafiosi in attesa di una mia presa di posizione. E non avrei mai fatto parte a pieno titolo di un contesto sociale "normale" a meno che non mi fossi accontentata di trascorrere una modestissima, oscura esistenza lontana dai luoghi di origine.

Eppure... che cos'è un killer?

Niente.

Non si nega di esserlo, semplicemente si minimizza sul termine... cos'è mai un killer? Un lavoro come un altro, e neppure da dargli tanto peso...


La siciliana ribelle: Rita Atria
Peppino Impastato

 





sabato 19 febbraio 2011

Giovane, carina, volonterosa cerca marito anche vecchio

Questa "povera" ragazza sta cercando marito e mi sento di spendere qualche parola per lei.
E' così sola e, pur piena di buone intenzioni, anche disperata, che non riesce nemmeno  a discernere i profili maschili da quelli femminili e sta inondando le community virtuali di accorati messaggi.
Ne è arrivato uno persino a me, che non sono un uomo... 
Ma è stato un bene, per Miss Evelyn, così, dato che mi sono impietosita, riceverà un po' di pubblicità aggratis sul suo triste caso.

Questo il messaggio che ho trovato poco fa:

Ciao il mio caro amico, come stai?
Il mio nome è Miss Evelyn, e sono, ancora single. Oggi ho avuto l'opportunità di trovare il mio futuro marito e costruire piace passare il mio tempo libero con i miei genitori e amici! Sono ragazza allegra con un buon senso dell'umorismo, con serie intenzioni di avere una famiglia. Sarò sempre il sostegno di mio marito famiglia felice! Sono una signora elegante e piacevole ho preso interesse su di voi, nonostante che non vi ho visto di persona ma i profili veramente mi ha dato una bella piacere di comunicare con voi. e spero che sarà il vero amore, compagno onesto che ho cercato, e ho qualcosa di speciale da dirvi su di me per favore io come voi di rispondermi con urgenza in modo che io vi dirò di più su me stesso questo è la mia casella in alto prova a scrivermi alla mia e-mail (evelyn.kabash@yahoo.com) in modo che io possa dirvi di più su di me e anche inviare le mie foto per voi. Si prega solo che tu a ricordare che l'età, gara non ha importanza. Sarò felice di rice...

...e qui il messaggio malauguratamente si interrompe perchè la sventurata ha forse passato il limite di battute consentito. 

Ora, Evelyn sarà pure ingenuamente scettica ma, se state cercando moglie o surrogati, sbrigatevi a risponderle e, anzi, munitevi di numeretto perchè ho il sospetto che di mail ne arriveranno tante e la fanciulla avrà un'ampia scelta di candidati... considerando poi che "si prega che tu considerare che l'età non ha importanza"... si facciano avanti, vecchi, calvi, sdentati e malaticci...  anzi, forse sono i candidati preferibili, poco impegnativi, generosi e dalla vita non ancora tanto lunga...

Certo che l'esame di italiano per gli stranieri non è, in fondo, una cattiva idea anche se, lo riconosco, il messaggio, pur zoppicante nella lingua, è chiaro ed inequivocabile.


matrimonio d'interesse, vecchio, moglie giovane

E con questa opera buona vi lascio il mio saluto e vado a meditare, una volta di più,  su quel meraviglioso ed intrigante mistero che sono le relazioni umane.

 

giovedì 17 febbraio 2011

Io lovvo Confucio !!!

Questo, per me, è uno strano periodo di riflessioni, profonde come un buco nero e meditative come le massime di Confucio.
Un periodo di confusione, insomma, anzi, di Confucione.
Pensavo di possedere ancora parecchi neuroni ma la crisi ha colpito anche lì: me ne ritrovo solo due, uno in mansarda e l'altro in cantina; raramente si incontrano ma, quando ciò avviene, si prendono a TESTATE.
Eccierto, forse litigano perchè anche loro hanno letto l'amena frase che campeggia in molti blog:
"Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001"

Ah Ah Ah!

Tutto ha origine con una sentenza del 08/05/08 con la quale il Tribunale di Modica in provincia di Ragusa condannava un blogger del reato di stampa clandestina. Questo perchè il blogger non aveva registrato il sito internet come testata presso un Tribunale. Ma allora occorre registrare i siti e farli gestire da giornalisti?
Ebbene, dal 2001, con l'entrata in vigore della Legge 62/2001 veniva estesa la nozione di prodotto editoriale anche al mondo digitale, e dunque anche ai siti internet a prescindere dalla tecnologia con la quale sono realizzati (siti statici, CMS, piattaforme di blogging ecc.). Questa legge provocò preoccupazioni in quanto la L. 47 del 1948 prevede appunto la registrazione e la presenza di un giornalista. I politici di allora affermarono che non era l'intenzione del legislatore quella di prevedere l’obbligo indiscriminato di registrazione in tribunale di qualsiasi sito internet ma intanto la legge è rimasta in vigore.
Partendo proprio da questi presupposti la sentenza citata prevedeva che “devono essere inscritte, nell’apposito registro tenuto dai tribunali civili, le testate giornalistiche on-line che abbiano le stesse caratteristiche e la stessa natura di quelle scritte o radio-televisive e che, quindi, abbiano una periodicità regolare, un titolo identificativo (testata) e che diffondano presso il pubblico informazioni legate all’attualità.
Quindi, se così fosse, un sito per rientrare nelle previsioni legislative inerenti i prodotti editoriali dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

    * periodicità regolare;
    * titolo identificativo;
    * pubblicare informazioni legate all'attualità.

In mancanza di una di queste non si rientrrebbe nella previzione legislativa.

http://geek4work.blogspot.com/2009/05/questo-sito-non-rappresenta-una-testata.html

Benone, allora QUESTO (come tanti altri blog) è una testata giornalistica, perchè ci scriviamo minimo ogni settimana, ha un titolo identificativo e pubblica anche riflessioni legate all'attualità.

Quindi è solo questione di tempo... appena ci scoprono smetteremo di essere impuniti!

Mi viene però da ridere perchè... è chiaro... QUESTO BLOG E' SI' UNA TESTATA MA... UNA TESTATA SUI DENTI. Occhio per occhio e dente PERDENTE. Perchè con una testata il dente lo perdi e non ti resta che esaminarlo tristemente sul palmo della mano.



Se cerchi una mano che ti aiuti nel momento del bisogno, la trovi alla fine del tuo braccio.

Solo i grandi sapienti ed i grandi ignoranti sono immutabili.

Quando si è in un pasticcio tanto vale goderne il sapore.

Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare,costui è un imbecille!

Solo i grandi sapienti ed i grandi ignoranti sono immutabili.

Non preoccuparti del fatto che la gente non ti conosce, preoccupati del fatto che forse non meriti di essere conosciuto.
(Tutta farina del sacco di CONFUCIO)

IO LOVVO CONFUCIO!

Sono però un po' triste: causa turno di lavoro serale notturno, mi perderò la performance di Benigni a Sanremo.
E sono triste non tanto per la performance mancata... quanto perchè, anch'io, ho contribuito a pagare i 250.000 euro del cachet al grande comico senza trarne beneficio...



giovedì 10 febbraio 2011

Dormire su... quattro milioni di sterline

Non è un pezzo d'arredo da emiro anche se è probabile che negli Emirati finirà...
Ed il dilemma si affaccia spontaneo alla mente:
Si riposa meglio spaparanzati du un letto da 4 milioni di sterline (questo il prezzo del letto, approssimativamente euro 4.745.000...) piuttosto che in un letto dai costi più modesti?
Per rispondere con esattezza bisignerebbe provarli entrambi...
Anche se il buon senso suggerisce che qualsiasi letto, purchè abbia sostegno e materasso adeguati, generi un corretto e soddisfacente riposo, specialmente se unito alla coscienza pulita del dormiente.

Ma certamente, come è più consolante piangere i propri guai sul sedile di una Rolls piuttosto che su quello di una scarcassata Panda, probabilmente si dormono sonni meno agitati su questo lettone extralusso, se non altro perchè confermerà al suo esigente  ed un po' esibizionista possessore una sicurezza economica alle spalle a prova di crisi...


baldacchino supreme, letto, lusso

 
Si chiama "Baldacchino Supreme" e nasce dalla collaborazione di una ditta italiana con un gioielliere inglese, entrambi proiettati verso un target di mercato altissimo.

Il lussurioso letto ha una struttura in legno di castagno, frassino e ciliegio, è laccato e patinato e gli elementi decorativi sono rivestiti da lamina d'oro a 24 carati per un totale di 107 Kg d'oro!


baldacchino supreme, particolare

 
Imbottiture ed elementi tessili sono in seta italiana, il tutto costruito artigianalmente  e, dulcis in fundo, con la possibilità di personalizzare la testata a misura di portafoglio inserendo ppietre preziose a piacere!

La produzione si limiterà a soli due pezzi... roba da accapigliarsi per aggiuducarsene uno.
Cominciamo a prendere il numeretto?




lunedì 7 febbraio 2011

Anche i ricchi piangono

Ed oggi è stata la volta di Paul Getty  III, rampollo di ricchissima famiglia legata al commercio del petrolio, dalla vita disordinata e trasgressiva, deceduto a soli 54 anni, dopo essere diventato cieco e paralizzato in seguito a overdose quando di anni ne aveva solo  24... rapito dalla 'ndrangheta nel 1973  il suo riscatto costò circa due miliardi di vecchie lire che il nonno, all'epoca, rifiutò in un primo tempo di pagare, per poi ritornare sui suoi passi dopo che ricevette un orecchio mozzato del nipote.


Paul Getty III
Paul Getty III ventenne

A volte la ricchezza non paga... o meglio, serve giusto a pagare un oneroso riscatto per aver salva la vita, per poi sprecarla con le dipendenze viziate di chi ha talmente tanto denaro ed è nato nell'opulenza da non comprendere cosa farne realmente, della propria vita...

E ripercorrendo altre disgrazie di famiglie ricche e potenti, mi torna in mente Edoardo Agnelli, figlio di Gianni, l'Avvocato per antonomasia. Una persona fragile che non era stata all'altezza delle aspettative familiari, suicida a 46 anni, nel 2000, scegliendo di gettarsi nel vuoto di un burrone.
Ed ancora un Agnelli, Giovannino, figlio di Umberto, venne a mancare tragicamente nel 1997, a soli 33 anni, colpito da un tumore rarissimo; perchè ci sono cose  di fronte alle quali anche il denaro è impotente.

Il dolore.
Qualcosa che accomuna tutti, ricchi e poveri.


Paul Getty III, in carrozzina
Paul Getty III dopo l'ictus
La ricchezza è sempre una risorsa? Materialmente sì, ma non è sempre in grado di garantirci il benessere fisico e psicologico, a volte guasta le persone, a volte di troppa ricchezza si muore.
Come nel caso di Paul Getty junior, una vita spezzata già da anni per troppo benessere.
Forse a essere ricchi ci vuole un fisico bestiale.
Forse per molti di noi è meglio non essere ricchi, anche se non lo sappiamo.





domenica 6 febbraio 2011

San Pietro, l'altare maggiore: in pochi click interattivi sul tuo monitor

Sulla Basilica di San Pietro si potrebbero scrivere fiumi di pagine. E così su ogni minimo dettaglio che appartiene a questo complesso architettonico così carico di storia, si storie, di sacralità e icona della cristianità  e dell'arte nel mondo.
Non potendo parlare di tutto, mi limito ad offrire una visita interattiva dell'ALTARE MAGGIORE, in tre parti e ad aggiungere qualche curiosità spero non pedante. Buona visita a tutti.

Clicca sui francobolli per attivare il tour
San Pietro, Altare Maggiore, Bernini
Altare Maggiore - Vista frontale
"In effetti, spinto dal desiderio di abbellire Roma e, con essa, la Chiesa, Urbano VIII diede l' impulso finale al cantiere di San Pietro, aperto ormai da quasi due secoli. Per l' altar maggiore occorreva un «segno» grandioso che indicasse il sito della sepoltura di Pietro e che, al contempo, non precludesse la vista dell' abside. Naturalmente, a risolvere il problema fu convocato il prediletto Bernini. Questi fece la geniale proposta che ancora ammiriamo: quattro enormi colonne tortili sormontate da un baldacchino. Il tutto in bronzo e alto come un palazzo di dieci piani. Il Pontefice ne fu entusiasta: ma come procurarsi una simile quantità di metallo? Il denaro non mancava (l' opera costò 200.000 scudi) ma c' era gran difficoltà a procurarsi il bronzo, riservato dagli Stati alla costruzione di cannoni e di cui Venezia, ad esempio, limitava l' esportazione. Allora  Bernini comunicò a Urbano VIII una sua scoperta: da giovane, quando, su impulso del Papa, si impratichiva in architettura, aveva studiato la struttura del Pantheon, scoprendo che, per reggere il portico, i romani avevano usati non travi di legno, come d' uso, ma di bronzo. Una sorta di «megalomania imperiale», come si disse: si trattava, infatti, di elementi scarsamente visibili, posti molto in alto in un ambiente oscuro. Fu così che si procedette allo smontaggio del PANTHEON... tempio pagano, mettendo solidissima quercia di Slavonia, che ha retto benissimo per secoli, al posto del bronzo. Il ricavato fu tanto abbondante che col metallo non soltanto si costruì il gigantesco baldacchino di San Pietro ma si poterono fondere anche 80 cannoni per Castel Sant' Angelo".
Vittorio Messori

San Pietro, Altare Maggiore, Bernini
Altare Maggiore - Transetto Nord
Ed ora una leggenda:
L'altar maggiore della Basilica di San Pietro in Roma, terminato da Bernini nel 1633 durante il papato di Urbano VIII Barberini, presenta misteriose immagini nelle grottesche che attorniano lo stemma pontificio alla base delle colonne tortili. Una leggenda, riferita anche dalle guide turistiche, racconta che una donna molto vicina al pontefice, in stato di avanzata gravidanza, era in pericolo di vita.
Timoroso per la madre ed il nascituro, il papa fece un voto, promettendo la realizzazione di un nuovo altare per la Basilica se tutto fosse andato bene, cosa che accadde.
Ed ecco che la chiesa ebbe il nuovo altare.
Alla luce di questa leggenda, si interpretano le "grottesche" misteriose presenti su ognuno dei plinti, alla base delle gigantesche colonne, sopra e sotto lo stemma delle tre api della famiglia Barberini  (dove troviamo scolpiti un volto di donna e una rappresentazione anatomica piuttosto fedele degli organi riproduttivi femminili che variano le sembianze procedendo da destra a sinistra: dalla serenità al dolore del parto, alla nascita del bambino...) come la raffigurazione di questo evento... così si dice...

San Pietro, Altare Maggiore, Bernini
Altare Maggiore - Transetto Sud

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Puoi visitare anche, interattivamente:

 

mercoledì 2 febbraio 2011

speranza di un arcobaleno

 Ci sono bambini che sanno sorridere anche in mezzo al nulla.
 Non sono i nostri ma dovrebbero esserlo.
 Ci sono bambini che non sanno cosa sia un giocattolo comprato in un negozio.
 Ma sono felici perchè i giocattoli se li creano da soli, un bambino è sempre molto creativo, a qualunque latidudine.
 Ci sono bambini che hanno tanta curiosità e intelligenza ma nessuna opportunità.
 Ci sono bambini che non fanno i capricci, piangono solo quando manca il cibo.
 Ci sono bambini che sanno sognare anche senza la Playstation e che sanno inventare giochi meravigliosi.
 Ci sono bambini.
 Peccato ci siano anche i grandi.


africa, macchinina
aeroplano di cartone, bambino, gioco
africa, cellulare, giocattolo

L'uomo punta in alto... con i tacchi!

Prima che termini la stagione invernale, caso mai vi fossero sfuggiti ed il prossimo anno gli uomi non  puntassero tanto in "alto"... vorrei illuminarvi,  far brillare gli occhi, accecarvi con MAN HEELS,  i tacchi da uomo che a   Londra  hanno fatto faville!
 
Ora le immagini sono plateali, moda da giorno (meglio la sera coiì si vedon meno?) del bric-a-brac modaiolo, narciso e vanesio ma... l'importante è piacersi!Man heels tacchi uomo 2011

I compassati   inglesi chiamano questo concept  MEELS, connubio tra uomo e tacchi , letteramente affascinati da un  trend ripreso da molti stilisti.
Mi auguro che tra loro ci sia qualcuno che osi indossarle per sperimentare con leggiadria falcate e portamento per rendersi conto delle acrobazie delle loro modelle in passerella!


Comunque...tacchi che rievocano il glam rock di tre decadi or sono, a partiredai tempi di David Bowie, Renato Zero, Elton John  e la lista è lunga!
Meels - tacchi uomoRobert Downey Iron man
Tra gothic, punk, stivaletto ...il tacco è stato protagonista assoluto, modelli rivisitati anche nei materiali ma ritoccati con un pizzico di feticismo.
Uomo scarpe
Vabbè...mi ripeto: Passi... l'homo taccatus purchè all'altezza di ogni situazione!
Tacco uomo

martedì 1 febbraio 2011

Ruby, Ruby e ancora Ruby! Uffy

Bhe, la dignità ha davvero traslocato.
Ora si paga per insultare... e ci si fa pagare per essere insultati.
Lei, la star del momento, ha preteso il cachet appena scesa dall'auto e prima ancora di entrare, insomma, pochi, maledetti e subito, che non si sa mai come va a finire.

E come è andata a finire?
Con un bell'incasso per il gestore, un buon compenso per la star e la curiosità soddisfatta di molti, qualche insulto ed alcune contestazioni (ma fuori dal locale... tra i non paganti).
Ma perchè siamo così coglioni?



Ruby al Paradiso di Rimini, evento del fine settimana appena passato.

 


venerdì 28 gennaio 2011

Pin Up revival

Corsetti, vertiginosi tacchi a spillo sotto le decoltè scintillanti, capelli lunghi, frangette e labbra rosso fuoco, morbide curve perfette: questi gli elementi indispensabili per una Pin-Up
Il fenomeno Pin-Up, che nasce in Europa già prima del Novecento, diventò di massa con la complicità della guerra e degli americani: infatti, sia durante la prima che la seconda guerra mondiale, l'esercito americano considerò le Pin-Up utili al morale dei suoi soldati. Ed è proprio in questo periodo che si vide il moltiplicarsi di immagini ammiccanti tra le pagine di Yank, il settimanale dell'esercito americano.
Inno alla vita o sogno da rincorrere, ricordavano ai soldati che non esisteva solo la realtà di guerra, non solo l'immaginario della fidanzata onesta e amorevole, ma anche la donna procace e piena di ammiccante slancio.

Durante la seconda guerra mondiale le Pin-Up divennero vere e proprie mascotte, persino dipinte sulla corazza degli aerei da bombardamento. Nel film "The Memphis Belle: A Story of a Flying Fortress", sul muso di un aereo da guerra c'è una Pin-Up, la stessa disegnata nel 1941 da George Petty per "Esquire" nota rivista per soli uomini.
Le Petty Girl, ma anche Lady Luck, così come le Pin-Up di Vargas e di altri celebri illustratori iniziarono ad ingentilire numerosi areoplani.
Nasce la  la NOSE ART.

Una famosissima Pin-Up dai capelli corvini fu Bettie Page, lanciata da Playboy negli anni '50. Ancora oggi la sua icona non è stata dimenticata e molte donne continuano a considerarla come un mito intramontabile, come i suoi bikini leopardati e le pose sensuali che la ritraggono sulle riviste; rappresentò soprattutto una sensualità consapevole e gioiosa.
 
Bettie Page

mercoledì 26 gennaio 2011

Il tuo circuito e' in corto perche' sei stanco morto?

L'uomo che non conosce la stanchezza non può avere pensieri profondi, afferma una massima e, aggiungerei, non è nemmeno in grado di godersi la soddisfazione della sua fatica e quel po' di sano ozio dei momenti di relax.

Certo è che a volte la stanchezza si trascina dietro eventi negativi: sei stanco morto? Il tuo circuito è in corto? Benone, allora puoi star certo che, quando finalmente approderai sul divano il telecomando sarà dall'altra parte della casa... e così ti tocca alzarti di nuovo... e cercare... o magari è meglio soprassedere e dormire... forse sognare? E cosa sognare? Ti inseguiranno visioni bungabunghesche anche nella fase rem... un'ulteriore fatica.
Come liberarsi dalle pastoie mediatiche e martellanti di vicende che non riguardano la nostra  quotidianità fatta di altro tipo di sforzi? Se non si è troppo stanchi, facendo shopping liberatorio, perchè il denaro non dà la felicità ma certo permette di scegliersi la  forma di tristezza migliore e più adatta per ciascuno di noi.
Oppure resta la fuga: si lascia la famiglia perchè si è stanchissimi, stanchi di sentirsi troppo soli...  ma anche così si affacciano nuove fatiche: ricerca alloggio, traslochi, grattacapi...

Perchè quando non si hanno più vent'anni ci si stanca più facilmente e persino l'anima comincia a soffrire di artrosi...

E allora non resta che che stramazzare sul divano, a tivù spenta, telefonare ad un amico e dirgli "Ciao, sono stanco morto".
Lui capirà, perchè è stanco come noi, stufo, tritato da una miriade di piccole e grandi pressioni e, da due stanchezze solidali, forse nascerà un po' di conforto.

La stanchezza è una delle poche cose davvero ecocompatibili, una condizione quasi universale (qualcuno sfugge sempre...), è rispettosa dell'ambiente, prima di diventare stanchezza ha generato energia mentale e fisica pulita perciò, alla fine, è una buona cosa.

tritacarne, umorismo, humor


domenica 23 gennaio 2011

L'uomo da... riporto!

Uno degli umani crucci che non ha ancora trovato soluzione definitiva è quello della calvizie e, nell'uomo, del diradamento nella zona centrale del cranio, che crea un'antiestetica "piazzetta" e non pochi problemi di inadeguatezza estetica.
Le hanno provate tutte: dal parrucchino completo al toupet, dall'impianto di capelli naturali alla terapia laser. Niente, soldi spesi per il cavolo.
il parrucchino è un evidente tarocco anche da lontano, il "rappezzo", sempre artificiale, ha procurato eritemi da fissatore all'epidermide a molti, l'impianto dei capelli... li ha visti attecchire ad uno ad uno stentatamente per poi avere vita breve e, come quelli già persi, cadere come le foglie d'autunno dopo aver ballato una sola estate...

E pensare che chi trovasse il modo di rinfoltire una chioma spelacchiata farebbe una quantità di quattrini!

Comunque, calvi, stempiati e "piazzettati" continuano a rimanere tali e, con sperimentazioni a volte e comiche, cercano soluzioni fai da te utilizzando la materia prima superstite.

E' il caso del "riporto", che consiste nel lasciare allungare i capelli attorno alle zone desertiche e quindi utilizzarli come toupet naturali, dirigrendoli con pettine e lacca verso le aree brulle...

 calvizie, riporto, piazzetta, capelli
Ma è chiaro che si tratta di un palliativo: il primo colpo di vento, la prima manina che si avventura in una carezza un po' più confidenziale, il primo movimento brusco... fanno scoprire gli altarini e il risultato è poco edificante.

calvizie, riporto, piazzetta, capelli
C'è poi qualcuno che, in situazione di diradamento più uniforme, ovvia al problema tingendo non solo i capelli ma anche il cranio: il risultato lo abbiamo sotto agli occhi tutti i giorni.

Silvio Berlusconi, capelli tinti
A me i calvi piacciono (non tutti, ma alcuni sono maschiamente interessanti e non è qualche pelo in più che migliora la personalità) e mentre non avrei problemi ad uscire con un cane da riporto o un uomo con pochi capelli che non se ne fa un cruccio, non lo farei mai con uno con il riporto, nemmeno in un giorno senza vento.

venerdì 21 gennaio 2011

Indignons nous? A essere ancora capaci!

Con quella sua faccina un po' stucchevole e rifatta la Santanchè si indigna esternando parole e sguardi eloquenti poi lascia lo studio di Annozero, lei pensa, dignitosamente.
Ha fatto bene la sua parte. Chissà se è così brava anche nel lavoro di tutela dei cittadini elettori, lei, donna angelicata, quasi stilnovista, creatura "venuta di cielo in terra a miracol mostrare", perfetta, non un capello fuori posto (a proposito, devo andare dal parrucchiere, me ne rendo conto dopo aver visto la Santanchè), inodore, forse insapore, dalla coscienza asettica?
Non meglio gli altri... con quei sorrisini di condiscendenza, le mezze frasi buttate là e volutamente non terminate, le espressioni ammiccanti e la convinzione di essere depositari delle assolute verità.

E sul tavolo il  tormentone del momento: le performance erotiche del Presidente del Consiglio, dove, come, con chi e, soprattutto, QUANTE... illazionando una tempistica a cronometro da record che, se veritiera, sarebbe in grado di oscurare anche i primati del famoso pornodivo
John Holmes.

Lo ammetto, mi sono divertita, un teatrino simile non lo vedevo da tempo.
E avrei continuato a gongolare tra me e me se non avessi letto la stampa estera del mattino, unanimemente concorde nell'affremare che l'Italia sta andando a... puttane... mica solo metaforicamente! Ma anche.

Ebbene, che alcuni politici vadano a trans e a prostitute (oggi si dice escort... ma perchè coinvolgere una gloriosissima auto Ford?) potrebbe anche non interessare me e tanti altri ma quando ciò diventa un'attività preponderante (a proposito, con che soldi sono pagate le suddette ludiche prestazioni? Spero non con i miei, caspita!) la cosa diventa un tantino preoccupante... e ancora non ci siamo liberati del vecchio cliché Italia mafia pizza mandolino!

Sicchè... dopo il divertimento iniziale mi sono intristita ed ho pensato con rammarico che diventa meno attuabile il mio progetto di trasferirmi in Svizzera o altrove.
indignez vous


Temo che, sulla faccia della terra, restino pochi luoghi dove la connotazione di "italiano" non si sposi con il senso del risibile, dell'inaffidabile, dell' inconcludente.
Restano, credo, la Romania, il Marocco, l'Ucraina... ma lì è meglio non andare. Anzi, è da lì che arrivano tanti in Italia... non so ancora per quanto.
Mon Dieu. INDIGNEZ VOUS? Ma siamo ancora capaci di indignazione? Bah.

giovedì 20 gennaio 2011

Incontri ravvicinati del terzo tipo... falliti

gatto, pesce
EHI, CIAO! Come ti chiami? MIAOOO!
Mo' ti annuso e te lo dico... forse.
gatto, pesce rosso
Bhe, che fai, scappi? MIAO!
Nun me piaci... puzzi di gatto. E ci hai li artigli.
gatto, pesce
Mannò, MIAO, sono un giocherellone, non vedi? Vieni a giocare con me? Vieni a pescare con me?
Nun zò, nun me convinci.
gatto, pesce rosso
Vabbè, MIAO, guardiamoci da lontano.
Sì, è mejo, da lontano. E sta boccia comincia a starme stretta, manteniamo le distanze.


mercoledì 19 gennaio 2011

Posta del cuore: amo disperatamente un uomo che ha 40 anni piu' di me

Cara amica della posta del Q-uore,
Ho 20 anni e un  fidanzato di 67. Non che mi lamenti, anzi, sto benone e sono felice come una pasqua, solo cerco rassicurazioni perchè a me sembra di avere avuto tanto culo, ma molti altri non la pensano così, specialmente i miei amici, tutti a darmi addosso.
Eppure non sono mica l'unica! Hai voglia se ce n'è di belle ragazze che stanno con uomini più vecchi!

Lui non è bello, per la verità piuttosto rotondetto e anche un po' bassotto, non è ricco, anzi, a volte gli infilo in tasca  una 50 euro perchè con la pensione non sempre arriva a fine mese.
Io, fin da piccola, in cameretta appendevo i poster di  Anthony Hopkins e Geoffrey Rush.  Leonardo Di Caprio mi faceva schifo e se penso a ragazzi della mia età o meno... immaturi e bamboccioni, mi sento un po' pedofila.
Invece con Ernesto sto da dio, anche se, una volta che siamo andati a pranzo anche con un suo nipote,  la cameriera lo trattava come se fosse il mio ragazzo, tanto che ho dovuto dirle " Guardi che questo non è il mio fidanzato, ma il mio futuro nipote!".
Lei ha fatto due occhi così, ma per cosa? Non può una ragazza bella e giovane innamorarsi di un uomo molto più grande, amare guance, ventri e natiche un po' flaccide ma riassicuranti, accarezzare crani diradati e un tantino tinti? Eppure si sa, le cose vecchie son sempre le migliori, oggi non fanno più niente come una volta, roba che durava tutta la vita.
Eppure, in tanta felicità attuale, un cruccio mi si annida nello stomaco.
Perchè, anche se durevole, niente è eterno e ciò che oggi si muove ancora (eppur si muove...) un domani giacerà completamente inerte.

E  allora che sarà? A quarant'anni coltiverò rose in giardino, ad Ernesto piacciono le rose... ma lui forse sarà morto... oppure dal piano di sopra chiamerà perchè lo aiuti a pulirsi il sedere... mentre io sistemo boccioli di fresche rose nel vaso del salotto.
Mon Dieu... che struggimento.

Quando avverrà... mi sentirò persa.
Non è che per caso, amica cara, hai uno zio che attualmente sia, diciamo, sulla cinquantina abbondante? Ti chiederei di conservarmelo per... fra una ventina d'anni, si può?

Jenna Bentley
 

lunedì 17 gennaio 2011

Un'invenzione del... capezzolo

Ammettiamo per ipotesi che gli uomini ci tengano. Ad avere un grosso pacco, di questi tempi allegramente beneaugurante prosperità per l'anno appena iniziato, sempre in evidenza, nella speranza che funga da richiamo sessuale per mammifere scoppiate (nel senso di momentaneamente non accoppiate).

E ammettiamo, sempre per ipotesi, che anche le donne ci tengano. Ad avere una perenne erezione dei capezzoli materializzata in due chiodini che rischiano di bucare la maglietta, nella speranza di attirare individui di sesso maschile scoppiati (nel senso di momentaneamente non accoppiati).

Se non si trattasse di semplici ipotesi, ma di certezze matematiche, allora ecco... questa invenzione avrebbe un sen(s)o...

erezione, capezzoli
capezzoli eretti
capezzoli finti

Ma gli uomini non sono nati ieri e ormai sono aggiornati su quasi tutti i pezzi di ricambio e gli optional femminili.
Perciò, chi li indossasse, non si stupisca se un lui a caso, incontrando una lei capezzoluta dicesse:
" INDOSSI I CAPEZZOLI IN LATTICE O SEI SOLO CONTENTA DI VEDERMI?"


sabato 15 gennaio 2011

Nuovi poveri: i padri separati

 Un matrimonio non è più per sempre e quando si saranno estinte le generazioni dei nostri nonni mancheranno anche i riferimenti della memoria recente per ricordarne uno durato tutta la vita.
Oggi le cifre che riguardano matrimoni e divorzi spingono inesorabilmente verso la famiglia "allargata", ottimistica definizione che evoca affollati e allegri raduni, in cui tre o quattro mamme, tre o quattro papà e una dozzina di nonni e zii si ritrovano durante le feste e le ricorrenze "allargando" gli affetti verso un imprecisato numero di nipoti, figli a metà di un po' tutti.

Ma questo solo sulla carta.
La realtà molto spesso nasconde drammi quotidiani molto seri e l'idilliaco quadretto degli "allargamenti" è invece fonte di disagio psicologico, difficoltà economica e  impossibilità di ricostruirsi una vita. Senza contare ritorsioni, dispetti, invidie, piccole e grandi ingiustizie.

E se la legge, fino ad ora, ha tutelato soprattutto la parte debole identificandola con la donna, il risultato di questa politica (che poteva avere un senso in altri tempi) è che attualmente esiste in Italia un piccolo esercito di padri separati che non sono in grado di mantenersi e, al tempo stesso, di contribuire per la famiglia disfatta.

Un padre separato solitamente lascia la casa coniugale (anche se fosse di sua proprietà) alla ex moglie ed ai figli che vi risiedono, deve versare un assegno di mantenimento congruo e, se la ex moglie ci sa fare e lui è un bravo diavolo, gli si spillano anche svariati extra.
Spesso vi si adatta di buon grado per il benessere emotivo ed economico dei figli e si riduce a tornare a casa dai genitori (se ancora viventi ed in grado di accoglierlo) o si accontenta di affittare una topaia e risparmiare fino all'osso.

Diciamo anche qualche parola su un certo genere di donna, che esiste innegabilmente, anche se spero si tratti di una minoranza.
Se lui è un traditore, gliela farà pagare fino alla fine dei giorni e pretenderà con acredine tutto il pretendibile e se lui fosse abbastanza benestante, si guarderà bene dal cercare a sua volta un lavoro e continuerà, premeditatamente, a godere dei benefici del passato: una specie di vendetta di cui pascersi, utilizzando la prole come arma di ricatto e senza più dover lavare camicie e mutande maschili.

Se la separazione è invece avvenuta per causa di lei o di comune accordo per incompatibilià, le cose non cambiano molto: casa e assegno per i figli continueranno ad esserci.

In ogni caso chi ci rimette le penne è il più o meno colpevole padre separato: per  avere fatto dei figli si ritrova invischiato in un circolo senza via d'uscita: pagare doppio, pagare, pagare.

Ecco perchè, a Milano, la Caritas Ambrosiana, con finanziamento dell'UBI Banca, ha inaugurato "Quei 110 metri quadrati per ricominciare", il primo spazio per uomini che hanno perso famiglia e certezze,  un appartamento di 110 metri , da condividere in cinque persone nella stessa situazione a 200 euro al mese, ma solo per sei mesi... tempo ritenuto utile per cercare un'alternativa.
Sempre a Milano,  il 10% degli ospiti dei dormitori pubblici è costituito da uomini usciti da matrimoni infranti e con problemi economici... statistica molto eloquente sulla portata del fenomeno.

Ma se a Milano i padri separati in difficoltà sono 50.000... questo dramma trascurato sta emergendo in tutta Italia e solamente a Roma, finora, il comune ha messo a disposizione dei separati una ventina di appartamenti a condizioni agevolate.

Il problema resta latente ma reale dovunque, e ci induce a riflettere su quale sia il senso del matrimonio e della famiglia oggi; non stupisce che il numero di matrimoni sia in caduta libera... se le prospettive di fronte ad un eventuale fallimento sono queste...

venerdì 14 gennaio 2011

Quando gli uomini... fanno la spesa

E' sabato, per molti giorno del bagno di folla al centro commerciale della zona. E' la sagra settimanale dello shopping familiare da sopravvivenza, gruppi di umanoidi si agitano negli spazi di vendita in formazione famiglia al completo, ma capita anche che sia qualche marito o qualche moglie scompagnata a dover fare gli acquisti.
Se trattasi di soggetto maschile, il comportamento standard è più o meno il seguente.
Un vero macho varca con sicurezza le porte automatiche scorrevoli e, se non ha moneta, frega un carrello alla prima donna in catalessi davanti ad una vetrina. 
Legge la lista della spesa, che alle prime due voci patatine e birra (le ha inserite lui), le altre, pane, latte, pasta, pomodori pelati, carta igienica, carne, uova e acqua minerale gliele ha dettate la moglie.
Seguendo le frecce direzionali si imbatte (non casualmente) nel reparto multimedia dove trascorre una buona mezz'ora nel confrontare i prezzi e le caratteristiche di tutti i nuovi telefonini.
Nei cinquantasei  schermi piatti LCD stanno trasmettendo la differita dell'ultima partita della nazionale, si incanta a guardare il gioco e non si accorge che gli squilla il telefonino; dopo la quinta chiamata persa, si rende conto che il tempo stringe,  mette nel carrello la metà delle cibarie elencate e si reca alle casse, pagando senza controllare il conto.
Quando arriva a casa dove la famiglia lo attende per cenare, è costretto a scendere al negozietto sottostante per comprare le cose necessarie della lista, quelle che non ha comprato al supermercato perchè "erano terminate!", ha detto alla moglie.